lunedì 9 febbraio 2015

Twitter: "cyber bullismo e troll, non possiamo farci nulla"





Se anche il Ceo del social cinguettante, Dick Costolo, allarga le braccia di fronte a fenomeni negativi quali il cyber-bullismo ed i troll, come si legge nella news pubblicata oggi dall'Ansa, diventa sempre più importante munirsi di tutti gli strumenti che ci consentono di contrastare e di difenderci da queste vere e proprie "aggressioni digitali". Forse non è possibile individuarli tempestivamente e bloccarli per via telematica, ma con il buon senso e tanta formazione dovremmo essere in grado di tutelarci.
Diverso invece è il discorso che riguarda le aziende e la cosiddetta brand-reputation, che finisce a rischio ogniqualvolta si avvia una campagna sui social media, in particolar modo per quelle imprese/multinazionali un po' negligenti sul fronte della trasparenza e dell'eticità. Ma anche il settore sportivo sembra non essere immune da attacchi e da franchi tiratori, anche se in questo caso solitamente agiscono a viso aperto e non sotto le mentite spoglie di troll. Proprio stamattina a Radio Deejay si è parlato dell'infelice idea della Roma: la società calcistica della Capitale, dopo l'acquisto di Spolli ha ben pensato di dare ai tifosi la possibilità di fare direttamente le domande al neo-difensore giallo rosso. Il risultato? ‪#‎sisalvichipuò‬



Teribbili, come dicono a Roma, i commenti dei tifosi ma davvero esilaranti...
Il web è un mare insidioso, ancora una volta ha dimostrato quanto sia rischioso avventurarsi tra i flutti...

Be Social, Be Digital, Be Smart


martedì 18 novembre 2014

Odia il prossimo tuo

Il conflitto va in Rete, toh non è un caso...


Difficile commentare quanto sta accadendo nel mondo senza cadere nella retorica o nell'ovvio, tuttavia è già da tempo che desideravo dire qualcosa sui temi della violenza in Rete. La molla è saltata questa mattina quando ho letto la notizia dell'Ansa sul furto dell'account twitter del Ku Klux Klan attuato da Anonymous.
Scopo del furto, contrastare le minacce del Klan nei confronti dei manifestanti di Ferguson.
Lo scontro sociale si sposta sul web o forse è meglio dire che si è già spostato da tempo sulla Rete. Dal reale al virtuale, la guerra di religione, il razzismo, i movimenti di piazza sembrano non poter più esistere senza il loro "doppio digitale". L'incredibile velocità di diffusione e la viralizzazione dei contenuti sono ormai strumenti irrinunciabili specialmente per chi vive della visibilità e della "presa" che alcuni temi hanno sull'opinione pubblica: la paura, l'odio, il rancore. In questo caso tuttavia, Anonymous applica una sorta di "giustizia digitale" rendendo pan per focaccia ai signori del KKK al grido di "via il cappuccio!".Ho assistito non molto tempo fa ad una trasmissione televisiva nel corso della quale conduttore e ospiti si meravigliavano dell'abilità e della conoscenza della tecnologia mostrata dagli appartenenti all'Isis.
Sono ormai una triste e risaputa realtà il reclutamento di nuove leve sui social network ed i video propagandistici, oltre ai video delle decapitazioni (che mi rifiuto di vedere).
Non capisco cosa ci sia da stupirsi, questi signori della morte vivono nel deserto ma non sono scemi (purtroppo).
I social media mostrano in questi casi il rovescio della medaglia, la psicologia del terrore cavalca a meraviglia questi nuovi potenti mezzi sfruttando le stesse meravigliose opportunità offerte dalla diffusione pervasiva dei nuovi device (smartphone, tablet, pc...).
Bene e male si fronteggiano sul web, così come nella vita reale.

sabato 15 novembre 2014

Non è Matrix

E' solo il Web 3.0, così come lo vede Rudy Bandiera

L'edizione 2014 di Glocal News ha portato a Varese l'evangelist dell'Internet delle cose, del mondo digitale, delle digital pr, colui il quale è riuscito a farsi regalare una Smart facendo leva sulla sua web reputation. Ma non è uno di quei personaggi inarrivabili, anzi. E' una di quelle persone che, nonostante il successo, amano condividere con gli altri quanto hanno appreso, i segreti del mestiere. E non per niente il motto del suo blog è "condividi et impera", come dire: un nome, una promessa. Nel corso del suo speech, reso ancor più accattivante dall'inconfondibile inflessione romagnola, ha snocciolato dati e fatti che, seppure sotto gli occhi di tutti, non finiscono mai di stupire: il livello raggiunto dalla tecnologia, la pervasività sempre più capillare nelle nostre vite dei nuovi device ma, soprattutto, gli scenari futuri. Una sintesi del suo libro "Rischi e opportunità del Web 3.0" insomma. Ecco l'intervista semiseria che mi ha rilasciato al termine della miniconferenza che si è svolta in Camera di Commercio a Varese.
Be Digital, Be Social, Be Smart

lunedì 27 ottobre 2014

God Save the Queen

Dio salvi la regina... e anche il suo Twitter account
Non ha fatto nemmeno  in tempo a godersi il momento di popolarità innescato dal suo primo tweet, che subito i troll si sono gettati all'attacco. Povera Regina Elisabetta, strenuo bastione di fermezza e non-trasparenza di Buckingham Palace, l'esordio sui social network non avrebbe potuto essere più burrascoso.
Una sorta di battesimo del fuoco, insomma, per la lady d'acciaio che all'alba dei suoi inossidabili 88 anni si è aperta alla modernità ma ahimè ha subito avuto modo di tastare il polso dei malumori che serpeggiano tra i suoi sudditi.
Il suo saluto lanciato via tweet all'apertura della mostra "Age of Information" allo Science Museum di Londra il 24 ottobre scorso è infatti subito rimbalzato sui social ed ha generato un'ascesa vertiginosa dei retweet e dei follower dell'account ufficiale @britishmonarchy. Ma quasi in contemporanea, a rispondere al tweet regale elegantemente firmato Elizabeth R. si sono prontamente fiondati un certo numero di troll riempiendo la sovrana di insulti e di auguri poco edificanti.
Pare siano tutti secessionisti scozzesi o simpatizzanti tali ma, anche se si trattasse di "contestatori delle cucine" (ricordate l'impareggiabile Robin Williams in Mrs. Doubtfire?) resta il fatto che la popolarità di Casa Windsor sta attraversando l'ennesimo momento difficile.
Ed ecco dimostrata ancora una volta, se necessario, la democrazia del Web. Certamente discutibile e vile l'attacco dei troll ma, tutto sommato, un segnale che i reali potrebbero cogliere per comprendere meglio le esigenze e le richieste dei loro sudditi. Ma un regno che ancora annovera quindici reami del Commonwealth, oltre al Regno Unito, riuscirà a reggere la sfida dei social network ed a cavalcarla?
To be continued...

giovedì 9 ottobre 2014

Pane e Internet, parola di Mark

Il viaggio in India del fondatore di Facebook

Non era sulle tracce dei Beatles per ricalcare il loro viaggio mistico tra meditazioni trascendentali e maestri yogi. No, Mark Zuckerberg era lì in occasione del primo Internet.org Summit organizzato dalla società di Palo Alto. Nuova Delhi, India, il Paese che ha lanciato il trend di sfregiare il viso delle donne con l'acido. Sempre quel Paese che detiene i nostri marò infischiandosene delle Leggi internazionali e del fatto che se esiste la pirateria, in qualche modo ci si dovrà pur difendere e certo non usando le cerbottane e le palline di carta. E sì, nutro una certa avversione nei confronti di quella terra che in gioventù avrei voluto tanto visitare. Il suo fascino era quasi irresistibile. Ma oggi? Oggi è il luogo dove si stuprano le ragazzine e poi si impiccano a un albero.
Ma è anche un mercato immenso, con oltre 100 milioni di sottoscrittori è il secondo mercato per il social network, preceduto soltanto dagli Usa. E' naturale che il fondatore di Facebook dichiari che "l'accesso ad Internet è un diritto umano", business is business. Ma a cosa serve dotare di connessione e pc un popolo che vive in una sorta di oscurantismo medievale? Quello che occorre, prima di tutto, è un'evoluzione culturale, un'apertura verso una forma più civile di convivenza e di rispetto. Se la miss di un concorso di bellezza viene minacciata di morte, il nostro Mark cosa pensa che succederà alla ragazzina che "posta" le sue foto sui social network?

giovedì 2 ottobre 2014

Artigiani Digitali in fiera

Al via la Maker Faire, evento di chiusura dell'Innovation Week



Dal 3 al 5 ottobre a Roma si svolge la seconda edizione dell'evento dedicato all'innovazione e al mondo degli innovatori del terzo millennio, promosso dalla Camera di Commercio della Capitale e organizzato dalla sua azienda speciale Asset Camera. Nel corso della tre giorni, che quest'anno sarà di casa all’Auditorium Parco della Musica ideato da Renzo Piano, che si trasformerà per l’occasione in un vero e proprio ”villaggio dell’Innovazione” di 70.000 mq, sarà possibile vedere i progetti a cui stanno lavorando i makers e condividere il loro sapere tecnologico e artigiano.
Il programma di quest’anno è cresciuto molto: la Maker Faire sarà l’evento di chiusura dell’ “Innovation Week”, una sette giorni di dibattiti, incontri e forum dedicati alle nuove frontiere della rivoluzione digitale.
Se non avete la possibilità di partecipare, è possibile collegarsi e seguire gli eventi principali grazie alla diretta streaming qui.

venerdì 19 settembre 2014

Mamma li turchi!

Si chiama Alibaba, ma in realtà è un "pericolo giallo" quello che minaccia i colossi americani dell'e.commerce eBay e Amazon

Jack Ma - courtesy of:  http://dealbook.nytimes.com/2012/05/20/yahoo-will-sell-a-stake-in-alibaba/?_php=true&_type=blogs&_r=0
Alibaba Group, il colosso cinese che possiede Alibaba.com, piazza mercato online per le piccole imprese, Taobao, l'eBay cinese, Alipay, il servizio di pagamento on line simile a Paypal e TMall, piattaforma dedicata a marchi e rivenditori, è sbarcata a Wall Street e l'ha letteralmente sbaragliata aggiudicandosi il prezzo di apertura più alto della storia americana. Un gigante con trecento milioni di utenti attivi che nel 2013 hanno generato transazioni per un valore di quasi 250 miliardi di dollari. Un competitor temibile per eBay e Amazon, anche se occorre ricordare che il mercato cinese ha dimensioni immense ed i grandi numeri ne sono una logica conseguenza. Tutto questo senza voler sminuire il gigante dell'e.commerce, nato da un'idea di Jack Ma, l'insegnante che ha costruito la propria fortuna scommettendo sul futuro di Internet e sulle sue potenzialità. Il colosso prosegue la sua marcia di conquista del mondo digitale, ha infatti acquistato una quota di Weibo, il twitter cinese. Il "pericolo giallo" che nel nostro Paese ha messo in crisi i negozi di abbigliamento e che sta conquistando il settore della ristorazione, invadendo anche quelle che erano nicchie di eccellenza italiane come i ristoranti tipici, le pizzerie, le vinerie, dilaga anche nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Di sicuro, Bezos e Cook avranno qualcosa cui pensare nei prossimi anni.